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Franco Califano (1938-2013) |
Hai scritto: un uomo solo nella nebbia
non può parlare manco con il cielo.
Mi basta questo per poter spiegare
che con i versi ci sapevi fare.
Ma una poesia non è solo questione
di metter rime dentro una canzone.
Per fare poesia ci vuol coraggio:
tu pure al fresco stavi all’arrembaggio.
Ti credevamo ai margini di tutto
e invece forse stavi un po’ più sotto
per sollevare i ruzzoli del cuore
e riscattare in musica il dolore,
per dire che anche quando un uomo è solo
può prender l’aria giusta e alzarsi in volo.
Plasmavi i sentimenti come l’oro,
facendo dell’amore il tuo lavoro:
la musica è finita, minuetto
e ancora tante perle nel cassetto.
Chissà se adesso tutto il resto è noia
o la malinconia l’eterno ingoia,
chissà se hai già trovato una ragione
di più per aver fatto indigestione
di tutti quei piaceri popolari
che fan dei giorni un canto di corsari.
La metrica ti è stata sempre amica
come quell’altra cosa (non si dica!),
così ci ho messo il genio a celebrarti
con quelle che son state le tue arti
e se ti son sembrato un po’ maldestro
ti chiedo scusa, ultimo maestro.
Piero Chiappano
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